"OMBRE"

IL FANTASMA DEI FIUMI

 

Nei miei lunghissimi pellegrinaggi lungo i fiumi di tutta Italia, poche volte in relazione alle mie notevolissime uscite mi sono confrontato con il Temolo, abitando nel centro Italia per me questo pesce non è mai stato a portata di mano, quindi non posso definirmi un assiduo suo estimatore.

Da tutti i pescatori con la mosca che conosco, viene definito lunatico e poco propenso ad abboccare, moltissime volte con il suo comportamento definito “bizzarro” riesce a mettere in scacco pescatori con provate capacità.

In tutti questi anni ho maturato una teoria su di lui basata sulle mie esperienze dirette, sarà forse per il mio sangue freddo che mi ha sempre contraddistinto, o per il fatto che nelle difficoltà in pesca ci sguazzo più che in ogni altra situazione che affrontandolo non ho mai avuto seri problemi, riuscendo sempre e comunque a gestire momenti difficilissimi.

Posso asserire che nei nostri confronti, molte volte lunghi ed estenuanti, ne sono uscito sempre vincitore, tranne in quei momenti particolarissimi in cui una schiusa massiccia, con un elevatissimo numero di insetti presenti sull'acqua, rendeva vana ogni nostra presentazione.

La prima regola più che valida, è proprio quella che dice di insidiarlo prima e dopo che questa si verifichi.

Gli spagnoli lo chiamano non a torto “OMBRE”, che tradotto significa “sfumatura “o fantasma.

La prima caratteristica che voglio sottolineare è l'elevatissima confidenza che dimostra nei confronti dell'uomo, nella norma ci permette di arrivargli vicinissimo senza denotare particolare disagio, il più delle volte se ne rimane tranquillo, continuando indisturbato la sua solita routine.

Questo suo comportamento viene compensato dall'estrema difficoltà con cui poi cederà alle nostre migliori lusinghe.

Ricordo ancora il mio primissimo approccio con lui, eravamo in Agosto, 1971, o 72, ero in ferie e decisi di passare qualche giorno in Val Sesia, premetto che in quel periodo non avevo amici con cui condividere queste avventure, ma la cosa non frenava nel modo più assoluto la mia voglia di cimentarmi con nuovi scenari.

Quando decidevo di buttarmi in un' impresa, niente e nessuno poteva farmi cambiare idea, ieri come oggi.

La cosa come sempre non era stata pianificata, odiavo farlo, che avventura poteva essere diversamente!

Partii solo soletto alle ore 02 di non ricordo più quale giorno della settimana, percorso: Filottrano – Varallo Sesia, già percorrere tutta quella strada era una vera avventura, non ricordo bene, ma mi sembra che l'autostrada Ancona Rimini anche se ultimata non era stata ancora inaugurata, giunsi in quest'ultima città percorrendo la vecchia S. 16 Adriatica, qui presi l'autostrada A14 verso Bologna Milano.

Giunsi al bar della stazione di Varallo alle ore nove del mattino, sapevo che i permessi di pesca venivano rilasciati in questo esercizio.

Mi avviai lungo la strada che risaliva la valle costeggiando il fiume, il punto in cui fermarmi me lo avrebbe come sempre suggerito il mio istinto.

Non conoscevo il posto, ma giunto in prossimità di Vocca un'acqua leggermente opalescente mi fece capire subito che il suo livello si era leggermente alzato dopo il solito temporale estivo, condizione che “avevo letto da qualche parte” essere assolutamente negativa per il temolo.

Tornai sui miei passi e mi diressi sul Mastallone riscontrando anche in quest'ultimo una leggerissima opalescenza.

Lo risalii fino a Cravagliana in cerca di acqua più limpida, questa deduzione si rivelo corretta.

Non ero mai stato in questi luoghi, ma ero documentato molto bene su tutti i corsi alternativi che la valle poteva offrire.

Questo grosso torrente nasce attorno ai 2000 metri di quota in comune di Bannio Arzino, a nord del Colle d'Egua, e forma poco dopo il Lago Baranca 1.820slm.

Scende quindi verso sud-est fino a fobello, al ponte delle Due Acque riceve da sinistra il Torrente Landwasser continuando poi il suo percorso in una valle piuttosto stretta e poco abitata.

A Sabbia ricevuto ancora da sinistra l'apporto del Torrente Sabbiola, riprende progressivamente un andamento verso sud.

Dopo un tratto nel quale si infossa profondamente tra le rocce ed è scavalcato dallo spettacolare Ponte della Gula ( detto ponte del Diavolo) il Mastallone attraversa l'abitato di Varallo e confluisce nel Sesia a quota 440 slm.

Come vidi il suo alveo il mio già notevole istinto non presagiva niente di buono, la sua caratteristica era quella del grande torrente con superfici fortemente contrastate dai notevolissimi massi presenti in alveo, che lo frastagliavano in mille vene d'acqua turbolente e fragorose.

Non era il classico fiume da temoli descritto dai molti testi che avevo letto, ma provare comunque non costava nulla.

Percorrendo in auto la strada che lo costeggiava, cercai di individuare un tratto dove questo rallentava un po la sua corsa e riuscii ad individuarne uno, erano le 11 di mattino, iniziai pescando in caccia a secca nelle buche a valle di questo, utilizzando come da manuale una imitazione di Red Tag su amo del 16, all'ora questa veniva definita da tutti una delle migliori per insidiarlo.

Iniziai subito a catturare delle trote, alcune anche belle ( otto - nove etti), ma non furono minimamente prese in considerazione, in altri momenti con la loro taglia avrebbero più che soddisfatto, ma in questo particolare momento no! .

 

 

Giunsi risalendo in questo tratto più calmo, lungo un centinaio di metri alla sua destra guardando verso le sorgenti c'era una vera spiaggia, dove un paio di belle ragazze stavano prendendo il sole, alla sinistra una parete a picco alta una decina di metri.

A fine buca, dove la corrente riprendeva velocità si vedevano diverse sagome di pesci incollate al fondale, dal loro comportamento capii subito che non si trattava di trote, e quindi non potevano che essere Temoli!!

Provai con la Red Tag e con altri modelli di secca, la poca profondità in cui si trovavano poteva far pensare ad una loro probabile salita, ma con queste imitazioni non ottenni nessun risultato anche se era in atto una discreta schiusa, stavano prendendo insetti nel sub strato, si intuiva dai rapidi spostamenti che effettuavano sul fondo e a mezz'acqua.

Con la ninfa la sapevo già lunga, in particolare in quella tecnica definita a “vista”, dove nonostante la mia giovanissima età avevo già maturato diversi anni d'esperienza.

Accorciai un po il tip e vi legai una delle imitazioni di ninfa più rinomate di all'ora la Gold Ribbed Hare's Ear, su amo del 14 leggermente piombato.

Non passo molto tempo che portai a riva il primo Temolo della mia vita, una trentina di centimetri, ricordo perfettamente che la prima cosa che feci fu di osservarlo attentamente, un conto vederlo in foto, cosa completamente diversa averlo in mano, le sue forme slanciate, quella enorme pinna con sfumature di colore azzurrino che viravano al viola erano meravigliose, nel suo complesso dava l'impressione di un oggetto dal valore inestimabile.

La mia osservazione non si fermo qui, passai velocemente alle sue caratteristiche morfologiche, il suo apparato boccale piccolo e rivolto verso il basso, molto simile a quello dei pesci grufolatori dava l'impressione di trovarsi di fronte ad un pesce che principalmente razzolava sul fondo, ma sapevo perfettamente che non era così.

Questo fatto mi diede da pensare, un pesce che normalmente catturava insetti in superficie bollandoli come fa una trota o un cavedano secondo il mio immaginario non poteva avere una bocca così.

Continuai nell'azione di pesca e ne catturai altri nello stesso luogo, la famosissima GRHE aveva eccellentemente svolto il suo lavoro.

Eravamo nel tardo pomeriggio e non avendo prenotazione per la notte, smisi di pescare e in auto iniziai un giro nella zona per trovare un alloggio.

Non fu una impresa facile, era agosto e tutta l'Italia era in ferie, mi ci vollero diverse ore e parecchi chilometri per riuscire a soddisfare questa mia necessità.

Vi riuscii grazie a un gentilissimo gestore di un ristorante a Balmuccia in cui scesi per cenare e chiedere informazioni, fece un paio di telefonate e mi trovò una sistemazione presso un'anziana signora del posto che affittava camere, lo ringraziai calorosamente e promisi che i pasti nei

giorni successivi li avrei consumati da lui, e fu cosi.

Durante la notte riposai poco e male ed il letto che non era il mio completò l'opera, ma la cosa non mi creò problemi, non vedevo l'ora di bagnare le mie mosche nel Sesia.

La mattina successiva alzandomi e guardando dalla finestra mi accorsi che in nottata la temperatura era scesa sotto lo zero, si vedeva chiaramente un sottile strato di ghiaccio sui tetti delle auto in sosta nel parcheggio davanti alla finestra della mia camera, mai visto un fenomeno simile dalle mie parti.

Questo stupendo fiume nasce dal Monte Rosa a circa 2.500 slm di altitudine dal ghiacciaio omonimo, scendendo rapidissimo lungo la Valsesia ricevendo in questo tratto le acque di numerosi torrenti i più importanti sono il Sermenza e il Mastallone.

Giunto presso Varallo compie un'ampia curva assumendo direzione sud, raggiungendo in breve la cittadina di Borgosesia dove riceve da destra il torrente Sessera, bagna Serravalle Sesia e qui termina il suo alto corso, aprendosi poi la strada verso la pianura.

Scesi verso Vocca, l'acqua era migliorata , le ventiquattro ore trascorse dal giorno precedente e il bel tempo avevano compiuto il miracolo, verso le 10 feci in modo di trovarmi sull'alveo, erano ormai diversi anni che prima di iniziare a pescare rovistavo sul bagnasciuga per vedere i vari insetti che popolavano il corso in cui mi trovavo, e questa cosa secondo me e la più furba che si possa fare, da cognizione della fauna bentonica presente e delle sue reali dimensioni, facilitando molto la scelta dell'artificiale che in questo caso è importantissimo.

In questo tratto, che definirei stupendo, c'era tutto quello che si poteva desiderare, correnti veloci mai tumultuose si alternavano a non troppo placide e profonde pozze, con tratti tranquilli e costanti, o frastagliati da massi che li dividevano in cento rivoli schiumosi, i colori dei suoi policromi fondali, passavano dal verde al turchese, con una serie infinita di delicatissime sfumature intermedie, tutto questo paradiso incorniciato da una delle valli più belle del mondo, cosa potevo desiderare di più.

Iniziai a pescare esattamente come avevo fatto il giorno prima, in caccia con la Red Tag, verso le 11,30 catturai il primo Temolo, non bello, anzi decisamente piccolo, poco dopo iniziò una schiusa di piccole effimere, mi adeguai subito nell'imitazione e contemporaneamente iniziarono a bollare dei Temoli veramente belli, ma in piena schiusa non vi fu nulla da fare, l'elevatissima quantità di naturali rendeva vana a priori l'efficacia delle mie imitazioni.

Quell'evento per me fu una cosa tragica ma anche una fortuna, perché capii subito toccando con mano, che il temolo in piena schiusa è pressoché imprendibile, vedere cosi tanti pesci bollare e non riuscire a catturarne nessuno, non mi era mai capitato sino ad allora, ma fu una lezione che poi si sarebbe rivelata utile.

La giornata anche se molto bella e soleggiata era fredda, la schiusa passo in fretta e le bollate iniziarono a diradarsi, in teoria avrei dovuto iniziare a catturare, ma in pratica non successe, i pesci salivano alla mia imitazione di effimera, la bollavano, ma non rimanevano agganciati, più che rifiuti a me dava la sensazione che sbagliassero la presa dell'artificiale, questo raramente ma poteva capitare anche con le trote, già avevo avuto esperienze a riguardo, giunse la sera e non catturai più nulla.

Io amo il “ragionamento” da sempre, questa caratteristica è parte integrale del mio essere, quando pesco do importanza anche a cose che all'apparenza possono sembrare insignificanti o banali, ma che in realtà non lo sono affatto, la differenza poi... tra chi cattura e chi no è direttamente proporzionale a questa fondamentale capacità.

Durante la cena mi arrovellai, mille pensieri frullavano nella mia mente e conoscendomi bene questo sarebbe durato fino a che non fossi riuscito a trovare una ragione plausibile al problema che mi stavo ponendo,” perché i Temoli rifiutavano, o sbagliavano le mie effimere”, che all'apparenza sembravano perfette.

Ero oramai in camera che stavo riassettando le mosche usate durante il giorno, con una di queste ancora in mano un lampo illumino la mia mente, pensai alla bocca del Temolo, e alle proporzioni delle mie imitazioni, calcolai all'istante che anche se costruite su ami del 16 queste erano troppo vestite e le code troppo lunghe e fitte per essere correttamente predate da una piccola bocca rivolta verso il basso.

Il giorno prima sul Mastallone ne avevo catturati diversi a ninfa, l'imitazione che avevo usato in quell'occasione, anche se costruita su amo del 14, era lunga la meta della secca che avevo impiegato nel Sesia, questa seconda considerazione non fece altro che riconfermare ciò che avevo intuito.

Ecco perché già esisteva una categoria di mosche cosiddette da “Temolo” che si differenziavano da quelle usate con le Trote proprio nelle dimensioni.

Mi precipitai in auto dove avevo un piccolo necessaire da costruzione con il minimo indispensabile,

alla fievole luce di una lampadina non a fatica, costruii tre imitazioni di effimera con li in punta d'hackles, uno scarso collarino formato da un paio di giri di questo e due codine corte ed elastiche, rispettando più o meno il tono di colore di quelle che durante il giorno erano schiuse, allora non sapevo distinguere perfettamente la tipologia di questi insetti, scoprii poco dopo che si trattava della onnipresente Ephemerela Ignita, non restava che aspettare il giorno seguente e verificare se questa teoria era giusta.

Non ci crederete, restai nella valle per l'intera settimana, tutti i giorni feci la quota consentita, utilizzando sempre e solo questo nuovo tipo di imitazione costruita all'ultimo momento.

Capii subito che l'artificiale secca o sommersa che sia, andava presentata al pesce sempre perfettamente perpendicolare alla sua posizione, infatti questo non effettua che lievissimi spostamenti laterali, è mia opinione che ciò dipenda dal suo ristretto campo visivo, con il quale intercetta solo quegli insetti che rientrano in questa stretta finestra.

Sono passati circa quaranta anni da questo episodio, la teoria nata in quell'occasione venne poi confermata dal trascorrere del tempo, e dalle mie ulteriori esperienze.

Forse dirò una castroneria, ma io sono convinto che questo splendido pesce si trovi esattamente a meta della sua fase evolutiva( tutte le specie evolvono e questo lo dice la scienza ufficiale), che da pesce di fondo quale doveva essere, lo porterà per selezione naturale in migliaia di anni ad adattarsi alle oramai mutate condizioni alimentari, ora si arrangia come può e cerca di farlo nel migliore dei modi, a mezza acqua preda bene,... in superficie deve ancora perfezionarsi!.

Chiaramente questa è una mia teoria, che trova un riscontro concreto analizzando bene la realtà delle cose, la definizione che noi tutti diamo di lui è di pesce lunatico e bizzarro, ma in natura può esistere un essere vivente “oltre l'uomo” che si può permettere questo lusso?, io penso di no!, secondo me questo la dice lunga sul suo comportamento.

Sono anni e anni che si cerca di codificare e scoprire i suoi segreti, nessuno mai ci è riuscito perché questi non esistono!......, ogni essere vivente ( Temolo incluso ) ha una logica, dettata dall'istinto di sopravvivenza e conservazione della specie che guida ogni suo comportamento.

Per risolvere il caso Temolo, non è necessario arrovellarsi più di tanto, la logica e l'esperienza di molti, conferma che per risolvere al meglio un qualsiasi quesito, la soluzione più semplice è sempre la migliore, l'importante è che questa sia figlia di un ragionamento corretto ed intelligente.

Oggi quando mi accingo a costruire mosche da Temolo, rispetto alcune regole che secondo il mio punto di vista sono essenziali, la misura dell'amo non è un problema, se ne possono costruire ottime anche su ami del 10, la cosa importantissima è la lunghezza totale dell'imitazione e l'elasticità dei materiali che impiegheremo nel costruirle, che deve essere altissima.

Mi dispiace.... ma qui mi fermo!.... non vorrei che questo stupendo avversario poi mi accusasse di scarsa sportività, dato che vado spifferando ai quattro venti quali sono i suoi punti deboli.

Chi le cose le capisce al volo.... mi ha già capito!....non possiamo, e non vogliamo fermare questa sua evoluzione, già ha tantissimi problemi e noi non necessariamente gli e ne dobbiamo creare altri.

Per correttezza di informazione c'è da dire che nel nostro paese ci sono due specie di Temolo, quello Padano (pinna blu), e quello Veneto o Slavo ( pinna rossa ), sono due pesci con profonde differenze, cromosomiche e genetiche, hanno diverse sensibilità alla qualità dell'acqua, quello Padano, è molto più sensibile a qualsiasi tipo di inquinamento, mentre lo Slavo lo tollera con più facilità.

Avendo avuto esperienze con entrambi ho notato sostanziali differenze comportamentali tra i due, quello di ceppo Slavo, preda di più ed è più attivo, preferendo insetti mediamente più grossi, come ad esempio le mosche di maggio, queste sono state frequentemente trovate nei contenuti stomacali in alcune indagini fatte insieme ad altri insetti di pari dimensione, quello Padano, disdegna completamente questi ghiotti bocconi, preferendo prede nettamente più piccole.

Questo fatto ci riporta al discorso fatto precedentemente sull'evoluzione di questa specie, “sempre secondo il mio punto di vista”, quello Slavo è ad un gradino più avanzato nella scala evolutiva rispetto a quello padano, questa è l'unica spiegazione possibile.

Mi auguro fortemente che tra qualche migliaio di anni le mosche di maggio possano essere assaporate anche dai Temoli Padani, chissà?, io allora.... sarò “POLVERE”, come è giusto che sia, ma non vorrei che “L'OMBRE” dei nostri fiumi, nel frattempo e per causa nostra, diventasse solo..... un MITO!.

 
Per offrirti una migliore esperienza questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti. Per saperne di più e per modificare le tue preferenze consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. OK