PESCA CON LA MOSCA. LA PERFEZIONE DELL’ARTE

La prima canna da pesca l’ho impugnata a quattro anni (1956), a dieci già frustavo con la coda di topo e mi auto costruivo gli artificiali (1962), a dodici eseguivo magistralmente la doppia trazione (1964), ora ne ho sessanta, quanta acqua è passata sotto i proverbiali ponti!.
Tra gli amici e conoscenti si mormora”scherzosamente” che i lineamenti del mio viso, mano a mano che invecchio, vanno assomigliando sempre di più a quelli di una trota, e che nelle mie vene scorra pura acqua di fiume.
Non voglio continuare con questa storia, non avrebbe senso, saranno i fatti che vi racconterò a farvela conoscere.
L’umiltà, la consapevolezza, la meticolosità, ma soprattutto la passione e l’amore che ho messo in tutti questi anni nella pesca con la mosca, mi hanno consentito di comprendere ”l’immensa” importanza dei dettagli nella strategia di pesca.
Un famoso dipinto di Leonardo è formato da tante pennellate, insignificanti se prese singolarmente, ma sommate alle altre diventano fondamentali per la creazione di quell’opera.
Ogni più piccolo e insignificante particolare nella pratica di questo sport crea l’ immagine del perfetto pescatore con la mosca. Se sapremo metterli in atto tutti con maestria e nel giusto ordine senza dimenticarne nessuno, con umiltà e consapevolezza, POTREMO (forse) anche noi avvicinarci alla PERFEZIONE DELL’ARTE.

 

La pesca con la mosca non è ne più prestigiosa ne più difficile di altre tecniche, è solo diversa. DIVERSI E SPECIALI invece sono tutti quelli che la comprendono fino in fondo tanto da capire che essa ti da quello che tu gli dai. Soprattutto va amata, e come in tutti i grandi amori, per essere ricambiati, è necessario dare senza nulla chiedere.

Giancarlo Donninelli.