IMITAZIONI & SPECIFICITA'
Penso che la vita di ogni uomo sia segnata dal destino e dalle sue scelte, ma se lungo questo percorso la Dea Bendata qualche volta interviene, l'esistenza non potrà che essere migliore.
Io sono uno di quelli che proprio non può lamentarsi, oltre che nascere in una famiglia che dall'infanzia mi ha lasciato libero in tutte le mie scelte aiutandomi e sostenendomi nel portarle avanti, ho incontrato anche degli ottimi insegnanti fin dalle elementari che ho frequentato a Santa Paolina, una piccola scuola di campagna nel comune di Osimo a poche centinaia di metri dall'abitazione in cui sono nato.
In un giorno come tanti, durante una lezione come tante, la maestra ci spiegò che per diventare uomini veramente in gamba era necessario imparare quante più cose possibili e farlo sempre al massimo delle nostre possibilità.
Queste sono state all'ora le sue testuali parole; “IMPARATE L'ARTE E METTETELA DA PARTE”, era la prima volta che sentivo questo semplice motto, fu così coinvolgente nell'affrontare l'argomento che ne rimasi colpito, questo fin d'allora condizionò favorevolmente tutta la mia vita.
La maestra si chiamava Maria Carletti e ci voleva molto bene, sono rimasto in contatto con Lei fino al 1995 anno in cui è venuta a mancare.
Quante cose possono capitare vivendo?, sarebbe assurdo solo tentare di elencarle, io ho sempre cercato e cerco ancora di dare il massimo in tutto quello che faccio, conscio, ieri come oggi, che a questo mondo non si finisce mai di imparare, e l'umiltà è la prima dote necessaria per farlo correttamente.
Tutto può essere migliorato, “ma solo quelli che hanno questa filosofia riescono a farlo”.
Animato da questo spirito, che oramai e parte integrale di me, tenterò di passarvi alcune mie esperienze.
| Trota macrostigma di un torrente del centro Italia | Mosca di maggio |
COME LE TESSERE DI UN PUZZLE
La pesca con la mosca è formata da tanti particolari che possono essere paragonati alle tessere di un puzzle, se ne possiedi molte e riesci ad incastrarle tutte correttamente, più bello e grande sarà il disegno che formeranno, questo è l'unico esempio che secondo me calza a pennello a questa nostra poliedrica disciplina.
Noi non dobbiamo completare un disegno, ma raggiungere un'immagine, per farlo è necessario che tutti i particolari, i dettagli e le regole che la compongono combacino in modo perfetto e rigoroso dando la massima importanza anche al più banale di essi, solo così facendo riusciremo a creare “L'IMMAGINE DEL PERFETTO PESCATORE CON LA MOSCA”, e nello stesso tempo elevarlo al ruolo di “ARTISTA”.
Quando avremo preso dimestichezza con le tessere in nostro possesso sarà come montare e rimontare lo stesso puzzle, e nel farlo acquisteremo sempre più rapidità e sicurezza, ad ogni ulteriore esperienza non faremo altro che aggiungere una nuova tessera alle altre, migliorando e ampliando ulteriormente il nostro bagaglio e con esso la capacità di affrontare e risolvere tutte le situazioni che si presenteranno lungo i fiumi.
Si possono fare esperienze all'infinito, è proprio questo secondo me che AFFASCINA ed INTRIGA tutti quelli che amano la mosca e la praticano attivamente.
Voglio sottolineare che tutte queste considerazioni sono scaturite dalle mie dirette esperienze maturate in oltre cinquant'anni di pesca con la coda di topo, portata avanti con tanta PIGNOLERIA IMPARZIALITA' e RIGORE, da poterla paragonare solo a quella usata nelle materie scientifiche.
Cercherò con degli esempi di rendere più chiari alcuni criteri che uso quando costruisco i miei artificiali, entrando con delle descrizioni specifiche, direttamente nella “materia viva” dell'argomento, “LA SPECIFICITA' DELLE IMITAZIONI IN RELAZIONE ALL'ESATTO LUOGO IN CUI VERRANNO IMPIEGATE”.
L'argomento trattato in certi passaggi esplicativi, non permetterà una normale scorrevolezza del testo, ma questo secondo me è lo scotto da pagare quando scrivendo si affrontano argomentazioni così specifiche.
Prima di iniziare è doverosa una precisazione che riguarda gli artificiali di qualsiasi tipo essi siano, molte volte diamo loro delle colpe che non hanno, il successo di esse è legato indissolubilmente alla strategia di pesca, con particolare riferimento alla presentazione, solo quando IL TUTTO è stato impeccabile, potrebbero... forse...avere delle responsabilità.
Prima di sostituirle a caso, ricordiamo questo concetto che tutti conoscono ma pochi rispettano;.
cattura di più una pessima imitazione presentata “bene”, che una bellissima presentata “male”.
| Trota di lago di 60 cm |
ARTIFICIALI SOMMERSI
La famiglia degli artificiali sommersi è formata da due gruppi, il primo è composto dalle ninfe, in generale, che sono concepite per imitare stadi di insetti ben precisi, il secondo comprende tutti gli altri che pur non imitando niente di specifico tentano di evocare un qualsiasi insetto trasportato dalla corrente.
L'efficacia di tutte queste imitazioni è proporzionale alla leggera traslucenza e notevole mobilità dei materiali impiegati nella costruzione, che in questo caso devono assorbire acqua.
Anche gli sreamer rientrano in quest'ultima categoria, tuttavia le strategie e le tecniche per impiegarli con successo differiscono molto da quelle comunemente necessarie in artificiali imitativi, proprio per questo motivo verranno successivamente trattate a parte.
Normalmente chi impiega artificiali sommersi fa questa sola differenziazione tra i vari modelli, “piombati e non piombati”, queste due alternative risolvono alcune situazioni, ma non riescono nel modo più assoluto a coprirle tutte.
Cerchiamo di capire quali fattori influiscono e determinano una maggiore o minore capacita di fendere l'acqua quando essi affondano, questi sono; volume dell'insetto imitato e relativa misura dell'amo, quantità della piombatura impiegata nella costruzione, silhouette più o meno idrodinamica, diametro del nylon con cui verrà usata.
Quindi si otterrà il massimo dell'affondamento impiegando una imitazione di taglia robusta, ben piombata, dalla silhouette scarna ed idrodinamica, il tutto favorito nella discesa da un finale sottilissimo.
E' lampante che una sommersa classica con coda ricca e aperta, corpo in vaporoso dubbing, ali in penna e hackles fitto e denso, offrendo molta più superficie d'attrito a parità di piombatura e amo, affonderà molto più lentamente di una costruita con code scarse corte e sottili, corpo esile giusto da coprire il piombo, hackles scarsissimo e rado.
La seconda essendo molto più idrodinamica, a parità di diametro di finale, potrebbe scendere a velocità doppia della precedente.
LA SOMMA E L'INCASTRO DI TUTTE QUESTE VARIANTI, DETERMINANO IL GRADO DI AFFONDAMENTO DI OGNI SINGOLA IMITAZIONE.
Per familiarizzare ed impratichirsi con le varie piombature e silhouette, consiglio di provare le opzioni possibili direttamente in acqua, dedicando una o più uscite solo a questi esperimenti recandovi nel corso più vicino, l'importante è che la sua limpidezza vi consenta una chiara visione di ciò che state facendo.
Credetemi... fare questo non è tempo perso, anzi... sono convinto che dopo averlo fatto mi ringrazierete, e con questa esperienza non farete altro che aggiungere una nuova tessera a quelle che già avete.
E' mia opinione che per affrontare al meglio le situazioni di pesca al disotto della superficie sia necessario costruire delle imitazioni con almeno tre gradi di affondamento; la prima per andare veramente a fondo con due giri di piombo lungo il gambo dell'amo, che sarà a filo grosso, la seconda per sondare i livelli medi, costruita con un solo giro di piombo lungo il gambo, che in questo caso potrà essere sia a filo normale che grosso, la terza senza nessun appesantimento, servirà subito sotto la superficie.
E' comunque chiaro che questo accorgimento non sarà necessario estenderlo a tutti gli artificiali sommersi, ma solo a quei modelli che con la loro struttura ce lo consentiranno, nelle imitazioni minute fare questa differenziazione sarà difficile, ma comunque possibile per i costruttori più abili.
Essendo principalmente un pescatore di trote e temoli, sono sempre molto attento a tutte le novità che il mercato offre, e ben volentieri provo tutte quelle che mi ispirano nuovi modi di costruire, l'unica che non ho mai provato, e non proverò mai, sono le testine metalliche, non perché abbia qualcosa contro di loro, ma onestamente devo dire che non ne ho mai sentito la necessità, le mie imitazioni hanno sempre catturato senza, perché cambiare una cosa che ha dimostrato da tantissimi anni, di andare non bene ma benissimo.
Un altro valido motivo per non impiegarle per me, è che non conosco nessun macro invertebrato acquatico che abbia necessità per essere imitato di un accessorio così, ho avuto sempre la sensazione che gli artificiali costruiti con questo servissero solo per allamare pesci di “FRESCA SEMINA”, proprio quelli che non mi interessano, e mai mi interesseranno, fino a che esisterà una sola trota o temolo selvaggio o presunto tale su questa terra.
Il primo dei fondamentali consigli che mi sento di dare per avere più possibilità con gli esemplari più belli e smaliziati, è di impiegare sempre imitazioni sommerse che rispettino rigorosamente le dimensioni reali e il tono di colore dell'insetto che vogliamo imitare, impiegando sempre LA MINORE PIOMBATURA CHE LA SITUAZIONE SPECIFICA RICHIEDE, questo accorgimento le renderà molto più vive ed accattivanti.
Facciamo degli esempi “standard” prendendo in esame tre diversi casi, che hanno la sola pretesa di introdurvi nel meccanismo.
Se il pesce che vogliamo insidiare sta ad una notevole profondità, un metro e cinquanta e oltre, per raggiungerlo useremo un modello piombatissimo, che tuttavia conservi una linea essenziale e con pochi particolari che ne possano rallentare la discesa, usando allo stesso tempo un diametro di finale sottile ma adeguato alla taglia della probabile preda, inutile utilizzare uno 0,10 e non riuscire poi a portare a riva un bel esemplare.
Se la nostra preda è a sessanta centimetri dalla superficie, l'artificiale usato nel caso precedente risulterebbe troppo pesante e rumoroso, data la sua notevole capacità d'affondamento la si dovrebbe posare vicino al pesce, questo sicuramente lo spaventerebbe, ecco che in questo caso l'ideale è una leggera piombatura, che potrà essere lanciata un metro o due davanti al nostro obbiettivo per farla scendere al suo livello senza disturbarlo, essendo appesantita solo quanto basta in acqua si comporterà in modo più naturale e automaticamente diventerà più catturante.
Nell'ultimo caso, il pesce appostato subito sotto la superficie sta prendendo lo stesso insetto che risale dal fondo, qui serve un artificiale che affondi subito ma rimanga sospeso cinque centimetri sotto la superficie, l'imitazione costruita con il solo peso dell'amo e con materiali che in questo caso più che in altri devono subito assorbire acqua e rallentarne la discesa, ci risolveranno egregiamente la situazione.
“Per riassumere brevemente e sottolineare”, queste tre situazioni richiedevano la stessa imitazione ma presentata a tre diversi livelli, per poterlo fare con successo è stato necessario costruirle con differenti capacità di affondamento.
Nella realtà lungo i fiumi e torrenti, con situazioni e caratteristiche sempre diverse, solo la nostra esperienza ci potrà aiutare a trovare l'imitazione più adeguata per sondare i vari ambienti che ci si potranno presentare.
Da molti anni, quando possibile, e le caratteristiche del posto lo consentono, uso le correnti per portare le mie insidie a profondità anche notevolissime, queste in tutti i corsi possono sia salire verso la superficie che discendere verso il fondo, la cosa è determinata dalla conformazione del fondale, chiaramente per sfruttarle a proprio vantaggio è necessaria una notevolissima conoscenza di tutte le componenti che le determinano, e delle varie dinamiche che in esse entrano in gioco.
In certi casi, anche un occhio inesperto potrà capire quali correnti discendono sul fondo o salgono, poi molti di voi avranno costatato di persona, che lanciando una mosca secca in alcuni particolari rigiri, questa viene subito trascinata sotto e non si riesce a capirne la ragione.
Riuscire a comprenderne il meccanismo e sfruttarlo correttamente a nostro vantaggio farà di noi dei veri “BIG” della ninfa e sommersa, questo ci consentirà di usare sempre poco piombo nelle nostre imitazioni rendendole “decisamente” più catturanti di altre, e nello stesso tempo farle transitare ovunque con estrema precisione e senza nessuna difficoltà.
La conoscenza di tutti i meccanismi, che regolano il deflusso delle acque e la fauna che all'interno di essa vive, è comunemente chiamato “SENSO DELL'ACQUA”, per maturare correttamente questa qualità, è necessario passare anni e anni lungo fiumi e torrenti, quando capiremo chiaramente qual'è il filo conduttore che in realtà le accomuna tutte, forse avremo acquisito questa fondamentale dote.
Cercare di spiegarla scrivendo penso sia alquanto difficile, le varie trattazioni a tutt'oggi sono state sempre incomplete e marginali, hai visto mai che in un prossimo futuro, “in un momento di follia”, non provi a buttar giù qualcosa su questo ostico argomento?.
| Trota di lago di 45 cm |
ARTIFICIALI DI SUPERFICIE
Anche qui abbiamo due gruppi ben precisi, artificiali da caccia che evocano tutto e non imitano niente, e quelli da schiusa che cercano di imitare vari stadi di un ben preciso insetto.
Vi sembrerà strano ma anche in questo caso la loro efficacia è proporzionale alla morbidezza e leggera traslucenza dei materiali con cui saranno costruite, solo che per restare in superficie non devono assolutamente assorbire acqua.
Sono anni e anni che non uso più il termine “mosca secca”, per indicare le imitazioni che galleggiano, questo perché non descrive nella realtà la loro effettiva collocazione quando appoggiano sull'acqua.
Pretendere che una nostra mosca appoggiata nella tensione superficiale si collochi come una vera dun sarebbe decisamente un'utopia, quindi da anni ho concentrato tutte le mie costruzioni nello stadio di emergente, stillborn, cripple e spent, che secondo me sono più coerenti con l'effettiva posizione che poi nella realtà assumeranno i nostri artificiali di superficie, di qualunque tipo essi siano.
I tentativi fatti da molti fly tyer in tutti questi anni per tenerle quanto più possibile al di sopra del pelo dell'acqua, secondo me è servito solo a peggiorarle sotto tutti i punti di vista.
Penso che la grande popolarità delle imitazioni emergenti, avuto negli ultimi anni, non sia dovuto al caso, ma alla loro effettiva efficacia, soprattutto in condizioni particolarmente difficili e con pesci molto selettivi.
Se devo stilare una mia classifica degli artificiali più micidiali per condizioni estreme, acque piatte e pesci super selettivi, al primo posto metterei la ninfa di superficie, al secondo l'emergente, al terzo le cripple (storpio) che comprende anche lo stadio di stillborn (nato morto), questi due termini comunque stanno a significare tutti gli insetti acquatici e non, che accidentalmente rimangono intrappolati nella pellicola superficiale, non riuscendo più a liberarsi muoiono.
Nella mie lunghissime esperienze, ho constatato che gli artificiali da caccia più voluminosi di qualsiasi tipo essi siano, catturano decisamente di più quando affondano leggermente e riescono a tenere questa posizione a lungo, sono riuscito anche a dare una spiegazione alla cosa, questa collocazione all'interno della pellicola superficiale le rende più visibili e facilmente individuabili dal basso ai pesci, secondo una mia opinione, è da tenere sempre ben presente quando ci accingiamo a costruire una qualsiasi imitazione galleggiante, che poi.... proprio galleggiante non è.
Fatte alcune considerazioni di carattere generale, altre che riguardano gli artificiali imitativi e da caccia, cerchiamo di capire le caratteristiche fondamentali di entrambi.
Le imitazioni così dette da “CACCIA” si usano soprattutto in assenza di schiuse specifiche, devono evocare un qualsiasi essere vivente caduto accidentalmente in acqua che sta lottando disperatamente per sopravvivere, o che già morto si lascia trasportare inerme, la sua taglia di solito è robusta , l'errore che maggiormente viene fatto ancora oggi nel costruirle, è che vengono impiegati materiali decisamente rigidi, questo le penalizza gravemente togliendo loro la parvenza di vita e allo stesso tempo ne peggiorano il galleggiamento.
Nel loro complesso sono imitazioni ben guarnite con ali, ove presenti, sempre ben contrastanti dal colore dei fondi dove verranno impiegate, sostenute da diversi giri di hackles, che in certi casi potranno anche essere distribuite lungo tutto il corpo, il fatto di dover galleggiare imprigionate nella tensione superficiale il più a lungo possibile, anche su correnti notevoli, rendono necessari questi accorgimenti.
Gli artificiali imitativi si usano in presenza di schiuse precise, dato che potrà capitare di doverle usare in superfici con caratteristiche diverse, vediamo quali differenziazioni sono necessarie nel costruirle per renderle più catturanti, voglio sottolineale che mai come in queste è necessario rispettarne la dimensione totale e la tonalità di colore prevalente, meglio se ottenuta con un effetto cromatico (somma di più colori).
1) Acque piatte, è la situazione più difficile, l'allestimento deve essere essenziale, solo la silhouette del corpo e delle ali, o un abbozzo di esse, va evidenziato leggermente, tutto il resto deve rimanere diafano ed indefinito, tutto ciò che aggiungiamo le peggiora, tutto ciò che riusciamo a togliere le migliora, il galleggiamento non è un problema.
2) Nelle superfici mediamente tormentate, a quanto abbiamo descritto sopra, va aggiunto code cortissime ben aperte, e un leggerissimo collarino che la aiuti a galleggiare, tutta l'immagine complessiva va leggermente evidenziata.
3) In quelle più tormentate aggiungete una doppia ala in poly o cdc alla descrizione n° 2 e avrete una imitazione inaffondabile, ma che tuttavia resterà coerente con ciò che vogliamo imitare.
Tutti i particolari che abbiamo precedentemente esposto se rispettati alla lettera, potranno avvicinarvi sempre più alla perfezione, che è la base di partenza di chi vuole diventare un vero artista, questo proprio perché tale non conterà più le sue catture, pochi pesci ma buoni e per essere tali, “autoctoni e selvaggi”.
Per quanto mi riguarda, quando in una stagione di pesca non riuscirò più a catturare un solo pesce selvaggio ( me ne basta solo uno ), SMETTERO' DI PESCARE:
Se con queste mie esperienze sarò riuscito ad aggiungere anche una sola tessera al vostro puzzle ampliandolo, avrò raggiunto il mio scopo, ora non mi resta che darvi il consiglio finale.
Il migliore è questo; quando vi accingerete a costruire una qualsiasi imitazione, CERCATE DI OTTENERE IL MASSIMO DEL VOLUME CON IL MINOR MATERIALE POSSIBILE, significa che in tutte le fasi della costruzione non dovrete mai compattarle più di tanto, devono restare diafane e trasparenti, dureranno sicuramente meno, ma la loro efficacia sarà come minino quadrupla rispetto alle migliori che conoscete, posso garantirvi che mano a mano che si disfano con l'uso e le abboccate acquistano sempre più potere catturante, questo.....è un altro dei miei piccoli segreti che oggi voglio condividere con voi.
Noi VECCHI “LUPI” di fiume..... possediamo sempre qualche asso nascosto nella manica, è il frutto dell'esperienza, della passione e dell'amore che ci abbiamo sempre messo e sempre metteremo in tutto quello che facciamo ( augurandoci di poterlo fare ancora per tantissimi anni), e... come tutti i bravi padri cerchiamo di convincervi a provare le nostre esperienze.
Dopo che lo avrete fatto, fateci sapere.
Se dimostrerete di essere umili e curiosi come tutti quelli che hanno capito che a questo mondo non si finisce mai d'imparare, a “quattrocchi”..... sarò felice di spiegarvi anche il perché.

