“LUPI SOLITARI 2” NE VEDREMO DI BELLE!!!!

 

Dopo l'episodio di settembre nella zona no kill, era oramai cosa certa, la maggioranza dei pam Italiani non avevano più i geni del “LUPO” nel loro DNA, cosa era successo era ben chiaro. Le volpi e i protagonisti avevano raggiunto il loro scopo, concentrare tanti pescatori in un tratto di fiume ben ripopolato da grossi esemplari, dove per accedervi si deve pagare un discreto balzello (il gregge viene riunito e munto).

Bella filosofia di pesca è stata insegnata, basata soprattutto sul catturare tanto, presto e subito, ma che valore può avere quella cattura?, come se un cacciatore di fagiani andasse a cercare le sue prede all'interno di un allevamento, e sparasse a degli uccelli appena liberati dalle gabbie che si e no riescono a volare, sai che divertimento e soddisfazione!!!!!, Sicuramente questo esempio è esagerato, ma comunque non siamo molto lontani come etica, roba da andarsi a nascondere dalla vergogna altro che.....

Questo fatto sconcertante ha messo in agitazione i “LUPI” degli Appennini che si stanno coalizzando tra di loro, temono che questo modo di vedere la pesca possa invadere il loro territorio, e si stanno preparando per l'attacco che strategicamente è sempre la miglior difesa. Si sono resi conto che il punto di non ritorno oramai è vicinissimo, questo li ha fatti uscire dalle tane, il loro numero è esiguo ma anche in questo caso è la qualità che conta non certo la quantità. Tanti anni fa si sono isolati per scelta, non potevano fare diversamente, i loro risultati in pesca erano diventati così eclatanti e clamorosi, da farli scivolare verso la cosa che odiavano di più, il “protagonismo” (quello vero), coscienti di ciò che stava loro accadendo, anche per tutelare i loro territori, sono spariti dalla circolazione, e nessuno più ne ha saputo niente.

Profondi conoscitori dell'ambiente, hanno scorrazzato per anni e anni lungo i nostri fiumi, non avendo nessuna distrazione, interesse o obbligo verso nessuno, si sono concentrati solo ed esclusivamente al miglioramento della tecnica di pesca e della costruzione, raggiungendo in certi individui un livello inimmaginabile, è risaputo che certi “LUPI” (i capobranco) sono dei predatori perfetti.

Il fatto di essersi tenuti volontariamente in esilio, ha fatto maturare in loro una tecnica di pesca “unica”, mai nessuna VOLPE o PROTAGONISTA ha influito nelle loro scelte, che sono state, e sempre saranno, frutto “dell'istinto e dell'esperienza”, qualcuno di questi veramente.... tanto tempo fa ci ha pure provato..., ma come già accade in natura sono stati impietosamente “sbranati”, sparsa questa voce non si sono più rivisti, e non solo, hanno tenuto sempre una adeguata distanza di sicurezza.

“I LUPI” hanno avuto contatti solo con i “MITI” e pubblicamente si sentono il dovere di onorarne la MEMORIA, e ne ringraziano uno in particolare ( che con il suo caratteraccio) è stato il più grande “CAPOBRANCO” DI TUTTI I TEMPI, proprio per questo essi, forse a torto, si sentono tutti un po suoi figli. Nessuno potrà mai immaginare neanche lontanamente che ambienti e luoghi ancora esistono, e di certo non tutti sono in grado di arrivarci, ma i “LUPI” si!. Pensate conoscono dei torrenti dove ancora le trote muoiono di vecchiaia, e questa cosa incredibile la hanno documentata. L'atto vecchio di milioni di anni, che noi compiamo quando agganciamo il pesce è una vera predazione (indipendente dal fatto che poi questo viene liberato), proprio perché si “suppone” che siamo esseri intelligenti, questa può essere “eticamente” corretta ed accettabile, solo se esercitata IN AMBIENTE NATURALE, DOVE E' REGOLATA DALLE LEGGI UNIVERSALI, CHE DA SEMPRE DETERMINANO LA VITA O LA MORTE DI ALCUNI ESSERI VIVENTI A FAVORE DI ALTRI, IL TUTTO PERFETTAMENTE IN EQUILIBRIO E ARMONIA. Non sta a noi creare ambienti o modificarli, quando ciò avviene è un “insulto” alla natura e alle sue leggi.

Artificiali usati, mie interpretazioni di asellus e di phesant tail, decisamente efficaci.

 

“I LUPI” hanno visto con i loro occhi luoghi super popolati, con pesci sempre in caccia dato che non riuscivano più ad alimentarsi a sufficienza, combattere tra di loro fino allo sfinimento pur di rimanere in una posizione favorevole, inseguire ed azzannare quelle che avevano abboccato e quindi in momentanea difficoltà, addirittura salire su vere mosche e all'ultimo momento rifiutarle. Questo comportamento indica una sola cosa “esaurimento”, in queste riserve le trote sono tutte esaurite, come esauriti sono i loro creatori e frequentatori. Diverso è il tratto di fiume a prelievo zero dove non vengono mai effettuati ripopolamenti, è sempre una forzatura, ma perlomeno qui si lascia fare la natura.

“I LUPI” hanno visto anche ripopolare dei torrenti meravigliosi dove non c'è n'era assolutamente bisogno, essendo già pieni di esemplari autoctoni in tutte le classi, un tratto in particolare, da poco tempo in gestione ad una associazione, dove di trote c'è ne erano tantissime e belle, i soci più che maldestri non riuscivano a prenderci nulla, e non facevano altro che lamentarsi con il loro presidente, pretendendo sempre nuovi e continui ripopolamenti. Questo pover'uomo, non ne poteva più, anche perché quelle immesse dopo pochi giorni migravano a valle in cerca di acque più adatte a loro lasciando il posto esattamente come prima della semina, aveva conosciuto il “LUPO PIU' LUPO” proprio in questo tratto, e avendolo visto pescare, lo invitò ad una uscita collettiva, chiedendogli di far vedere a questi pseudo pescatori se le trote c'erano o meno.

Al “LUPO” l'idea non lo sollazzava più di tanto, ma per non veder rovinato quel posto che amava particolarmente, con enorme sacrificio acconsentì, li lasciò fare, rendendosi subito conto che il loro comportamento non rispettava le più elementari regole della pesca con la mosca. Trascorse un paio d'ore arrivarono nell'ultima buca, prima del punto dove avrebbero smesso, il “LUPO” intervenne dicendo: ora pesco io!, rimasero tutti meravigliati da questa sua scelta. Erano nell'unico punto dove a pochi metri si poteva lasciare l'auto, tutti quelli che lo frequentavano prima di iniziare la pesca dovevano passarci, anche loro avevano posteggiato qui, scendendo verso valle per un tratto per poi risalire, nessuno vi pescava proprio per questo motivo. Si trovavano sotto ad un ponte, la buca partiva esattamente dal pilone e si estendeva degradando verso valle per una ventina di metri, livello nella norma ma essendo abbastanza profonda e senza bollate il “LUPO”decise di montare due sommerse, in testa l'imitazione di un asellus su amo dell'otto appesantito con un solo giro di piombo lungo il gambo, e come seconda una sua interpretazione della famosissima phesant tail sull'amo del dodici senza nessun appesantimento, tip 0,16.

Scese in acqua portandosi in posizione d'attacco con movimenti lentissimi, quasi impercettibili, fece un'ipotetica scansione mentale della posizione dei pesci per non eseguire un solo lancio in più di quelli effettivamente necessari, srotolò la coda dal mulinello preparandola ai suoi piedi, non fece che due volteggi con relativi shooting, e le due mosche erano già a quindici metri, posa silenziosissima e perfetta. Dopo poco aver iniziato la discesa trasportata dalla debole corrente la coda andò in tensione, due secondi e parte la ferrata, canna ad arco, ma subito portata lateralmente parallela a sfiorare la superficie per impedire al pesce di saltare disturbando il posto, il mormorio dei presenti che si trovavano venti metri a valle gli fece intuire che si stavano avvicinando, si giro e “RINGHIANDO”, li pietrificò nella posizione in cui si trovavano, accostò il pesce e lo guadinò, trentacinque centimetri, foto di rito e via in acqua.

 

La prima cattura della dimostrazione che ha sollevato parecchio chiacchiericcio tra i
presenti.

 

Si spostò di circa cinque passi verso monte, controllò accuratamente tutto il finale, essendoci un nodo che non lo convinceva, lo sostituì, tutti si aspettavano di li a breve un successivo lancio ma non fu così, passò circa mezzora prima di vederlo di nuovo all'azione, eseguì gli stessi identici movimenti e la stessa identica posa, fu come in un replay, ferrata e posizione della canna compresa, ma questa volta la trota era più bella quindi usò più attenzione, ma dopo poco fini nel guadino come la precedente, quarantadue centimetri, foto e via in acqua.

Si spostò di altri cinque passi, sapeva che di fianco al pilone del ponte avrebbe trovato l'esemplare più bello, questa è una legge naturale, la “trota più” occupa sempre la migliore posizione di caccia , era proprio in quel punto che si accumulava e transitava tutto ciò che di commestibile scendeva da monte. Lasciò passare la solita mezzora prima di effettuare il lancio, nel frattempo sostituì la ninfa di punta mettendone una identica ma più pesante, sotto il pilone la corrente veloce e la maggiore profondità richiedeva un affondamento più rapido, era impressionante guardarlo, fece uscire dal primo anello della canna sette, otto metri di coda, che lanciata alle spalle si trasformano in dieci, nel successivo lancio in avanti con lo shooting finale diventano più di quindici, nessuno che conosco è in grado di farlo con due soli movimenti.

Dopo due secondi le due imitazioni erano esattamente dove LUI voleva che fossero, e stavano guadagnando la profondità che LUI voleva raggiungessero, la trota che si aspettava abboccò, quando la coda andò in trazione, contò fino a tre e ferrò al quattro, misurata era più di quarantacinque centimetri, autoscatto e via in acqua. Si girò verso i presenti, ancora pietrificati, che si sciolsero quando lo videro sorridere, e non fecero in tempo a complimentarsi perché lui salutò tutti con un cenno del capo andandosene senza proferire parola, come era suo solito.. Seppe successivamente che nessuno più si azzardò a chiedere che in questo tratto si effettuassero ripopolamenti, e non solo, si mormora che un paio dei presenti all'episodio siano diventati degli ottimi lupacchiotti, chissà, forse un giorno diventeranno “LUPI”?.

 

Dopo l'autoscatto della seconda cattura, il silenzio più assoluto. Nella terza cattura, la più bella agganciata subito
sotto il ponte, anche i rumori classici del
fiume si erano sopiti.

 

Questo episodio ha convinto il “LUPO PIU' LUPO” che per abbattere al primo colpo ogni resistenza devono rendere pubblici i loro successi, l'esempio documentato è sempre estremamente convincente, anche nei casi più disperati.

Chiaramente questa mossa è stata concordata con tutto il branco, NE VEDREMO DI BELLE!,in tutti i sensi, non potete mai immaginare che cosa ancora si possa tirar fuori dai nostri fiumi, ma non vi illudete sono pochi quelli che ci riescono e questi sono solo i “LUPI”, se vi farete contagiare dai loro geni e dalla loro filosofia potrete sperare di poterli un giorno eguagliare.

Il sacrificio da parte loro è enorme, ma visto il male, non fare nulla sarebbe da vigliacchi, solitari si.... ma PAUROSI MAI!, che “LUPI” sarebbero?. Questo comporterà per tutto il branco l'abbandono momentaneo dei propri territori, e l'integrazione graduale con gli altri pescatori, mettendo a disposizione di quanti vorranno le loro esperienze con assoluta umiltà.

Fatti e concretezza senza nessuna spettacolarizzazione, tutto quello che cercheranno di trasmettere, esperienze,strategie, costruzioni, ecc. ecc. verrà messo per iscritto, di parole sull'argomento ne sono state dette prima a torrenti, poi a fiumi, ma sono andate tutte in mare senza lasciare nessuna traccia.

A... dimenticavo una cosa importantissima: non trattateli mai da PROTAGONISTI, vi “sbraneranno”, sono esseri schivi e solitari,diciamo...... un po “LUPI”....., non amano queste frivolezze.

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Se saprete leggere tra le righe, in questo semplice scritto scoverete le prime elementari regole che, “apprese, metabolizzate, rispettate e mai più dimenticate”, potranno dare l'avvio alla vostra trasformazione in lupacchiotti.

Una“VERA” azione di pesca accompagnata da relative foto e descritta nei minimi particolari, oltre ad insegnarvi la miglior soluzione del caso specifico, verrà memorizzata con estrema facilità.

 
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