"LUPI SOLITARI"
I pescatori con la mosca si dividono in varie categorie: la più inportane è quella dei "MITI", subito dopo ci sono i SUPERESPERTI divisi in due sottocategorie, i veri e i finti (le cosiddette volpi del sistema), poi ci sono i PROTAGONISTI che si inventano tutto e di più, pur di trovarsi sempre al centro dell'attenzione.
Purtroppo negli ultumi vent'anni queste ultime due categorie in ITALIA hanno gestito tutto il gestibile in fatto di pesca essendo in assoluta maggioranza.
Ultimi ma non per importanza ci sono i LUPI SOLITARI che nel novantanove per cento dei casi oggi vengono "MITIZZATI" già per il solo fatto di appartenere a questa specie oramai in via di estinzione.
Di quelsti in ITALIA ce ne sono rimasti pochi, ma ringraziando Dio qualcuno ancora ce nè, visti i danni fatti dalle "volpi" superesperte e dai "protagonisti", soprattutto nell'etica e nella gestione dei nostri poveri fiumi, si sono sentiti il dovere di uscire allo scoperto, soprattutto per ribadire la loro libertà.
No!, non ci confinerete mai in luridi no kill a pescare spalla a spalla grasse ed "esaurite trote pollo".
I lupi hanno i canini sviluppati e le loro prede devono essere molto coriacee, la dimostrazzione è che non attaccano mai i pollai, questi sono "creati" e depredati in esclusiva delle volpi.
A noi bastano 2....4 trote all'anno ma devono avere queste caratteristiche: "rigorosamente autoctone", mai inferiori ai 50 centimetri, catturate nel più sperduto ed impervio dei torrenti di "casa nostra".
Ma che cosa è stato insegnato alle giovani leve?.
Quale filosofia di pesca è stata inculcata loro?.
Al LUPO gli era giunta voce che i nuovissimi PAM non avevano più nel loro DNA i suoi geni, e che tendevano ad imbrancarsi come le pecore.
IL LUPO...... PIU' LUPO DI TUTI, con il suo esiguo branco (cinque esemplari in tutto), dopo 50 anni di scorribande lungo l'Appennino centrale, e non solo, è sceso verso valle per toccare con mano questa nuova realtà, e per la prima volta si è recato in uno dei no kill più famosi del centro ITALIA.
Siamo a fine settembre il clima è nella norma, una bella giornata di sole ma fresca, il luogo stupendo, lunghissime piane si altarnano a brevi correnti mai impetuose.
Scende vicino all'acqua camminando su una briglia che attraversa tutto il corso, sono le ore 12, è un po frastornato da questa nuova esperienza, arrivato al centro vede due pescatori spalla contro spalla intenti a pescare a valle dove per effetto della corrente si è creato un bel fondo, stanno più che lanciando, buttando le loro mosche da monte verso valle a pochi metri dai loro piedi.
Altri due risalgono, apprestandosi a dirigere le loro insidie nello stesso luogo, un paio si sono seduti svogliatamente sull'altra sponda come pronti per intervenire, non si sa su che cosa.
Il LUPO attraversa tutto il corso lentamente volgendo lo squardo verso monte, dove c'è una spianata di acqua quasi ferma lunga più di duecento metri, larga trenta - trentacinque, a circa centocinquanta metri ci sono altri quattro pescatori intenti a far transitare le loro mosche nella debole corrente d'ingresso della stessa.
Come tutti gli animali selvaggi si sente in trappola, la sua ira sta montando, ma è stata una sua scelta e stringe i denti aguzzi, si piazza ad osservare sull'angolo sinistro a monte della briglia, passa più di mezz'ora, nessuno prende niente, anche se il luogo è letteralmente tappezzato di trote belle che bollano.
A quaranta metri sulla sinistra c'è un fondo dove non si riesce ad attraversare, la profondità non lo consente, si trova proprio sotto ad una notevole vegetazione che si protende su di esso ombreggiandolo, il luogo ha attirato la sua attenzione, è parecchio che lo osserva vi sono diverse bollate ma stranamente non viene preso in considerazione da nessuno, forse proprio perchè
non perfettamente illuminato, tutti gli altri preferiscono a torto pescare in pieno sole.
Il tempo passa ma non invano, sono le 13 nessuno ancora ha portato ai propri piedi una trota, la riva tenuta sotto controllo non è stata disturbata, non vi sono altri accessi se non quello da lui controllato, a lenti ed impercettibili passi da puro predatore quale è, guadagna la posizione migliore per effettuare il primo lancio.
L'acqua è immobile e limpidissima, le trote si comportano come se fossero in un lago, bollano spostandosi in continuazione secondo una loro logica sconosciuta ai più, ma non a lui, la tecnica che metterà in atto è proprio quella che si usa in questi ambienti.
Sulla canna, una 10" per la 3, monta un mulinello con una coda del 2 e un finale allungato fino a sette metri con un tip dello 0,12, la sua esperienza lo porta a scegliere come initazione un emergente di chironomo su amo grub del 18.
| Due mie interpretazioni di emergente di chironomo. | |
Il suo istinto di predatore oramai prevale su tutto, inizia a volteggiare la coda, già ha mirato una situazione, non più di tre falsi lanci e dopo un lungo shooting l'artificiale si posa quasi come se fosse vero e volasse autonomanente sotto ad una frasca a una ventina di metri, pochissimi secondi e una signora trota di semina sale rabbiosa, ferrata come da manuale, inizia la lotta.
Immediatamente i due che erano seduti si alzano, i quattro che stavano a valle smettono di pescare e si girano verso di lui, anche gli altri a monte smettono di pescare per seguire la sua cattura.
La trota e bella, le condizioni sono favorevoli e viene portata subito a riva, è sui quaranta cm e viene rilasciata velocemente.
Pulizia e asciugatura della mosca, verifica dei nodi pronti per il prossimo lancio, la coda parte verso la vegetazione e l'artificiale si posa un metro più a monte del precedente , passano trenta secondi con l'artificiale completamente fermo poi un'esplosione più che una bollata lo fa scomparire, il LUPO ferra come solo lui sa fare, la trota è bella e lo impegna più della precedente ma non ha scampo, piano piano viene avvicinata e guadinata, quarantotto cm di pura trota pollo.
| Due trote di semina "Puccini", ottenute dall'incrocio tra fario di ceppo mediterraneo ed atlantico. | |
Tutti i presenti hanno assistito alla scena, due dei quattro che si trovano a monte iniziano a scendere verso di lui, quelli che stavano seduti risalgono e si piazzano sulla riva sinistra a pochi metri fuori dalla traiettoria della sua coda, i due che pescavano sotto i loro piedi saliranno sulla briglia portandosi a destra.
Il tip dello 0,12 ha lavorato due belle trote e viene sostituito con rapidità, asciugata la mosca viene riannodata.
Un pensiero lo sta assillando, ma i pescatori una volta non si respingevano?, nei suoi Appennini sarebbe fuggito a gambe levate come hanno sempre fatto tutti quelli che conosceva, ma che cosa sta succedendo?, vuoi vedere che le voci che aveva sentito erano vere!.
Stringe di nuovo i denti, vuole arrivare fino in fondo per vedere quello che succede, osserva di nuovo il suo spot studiandolo, qulcosa di indefinito ha risucchiato un chironomo a due dita dalla riva, questa volta a non più di otto, nove metri, la coda parte velocissima, l'imitazione arriva nell'esatta podizione un decimo di secondo dopo, la bollata non c'è ma la mosca sparisce ugualmente.
Questa volta ferra con la regola del tre e la botta parte al quattro, è un treno, deve dare coda, con un finale cosi sottile non si può fare diversamente, per fortuna che lo spazio non manca, la trota è grossa, il più piccolo errore sarebbe fatale.
Tutti i presenti si stanno muovendo verso di lui, tantè che mentre guadina questo pesce, stimato sui cinquanta cm, è letteralmente accerchiato.
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Foto subacquea di una bellissimo esemplare indefinito, |
E' un puro sorriso di circostanza. |
Tra se e se pensa; che cerchino un capo branco?, ma io sono un LUPO, non posso diventare il capo di questo branco di pecore!.
Deluso e rammaricato pensa ai danni fatti dai PROTAGONISTI e dalle VOLPI, le budella gli si stanno attorcigliando dall'ira.
Sono quel che sono ma non mangio carne di pecora, catturo trote ma le rilascio tutte.
Forse potrei aiutarli, poi sugli Appennini posso ritornare quando voglio.
Si girò verso un componente del suo vecchio branco, che avendo capito già tutto, con il capo gli fece un cenno, e avvicinandosi mormorò: c'è bisogno del nostro aiuto, è giunta l'ora di difendere la nostra libertà altrimenti perderemmo tutto, guarda cosa sta succedendo, se i nostri torrenti venissero ridotti così dove andremo noi?.
Dobbiamo trasformare queste pecore di nuovo in lupacchiotti altrimenti faremo la stessa fine, e per farlo è necessario restare tra di loro e morderli sulle chiappe per trasferirgli di nuovo il nostro DNA, e nello stesso tempo essere d'esempio.
La parola "impossibile" nel nostro animalesco vocabolario non esiste, vedrai riusciremo come sempre.
IL LUPO, PIU' LUPO DI TUTTI annuì in segno di consenso, negli ultimi cinquanta'anni non si era mai tirato in dietro davanti a nulla, poteva farlo adesso?.
Cosi...... iniziò per loro una nuova avventura....., perché tutto sommato se non si ingaggiano nuove ed importanti sfide si perderebbe il gusto ed il sapore della vita.



